Lavoro tossico, istruzioni per sopravvivere

Buongiorno a tutti,

Qualsiasi sia il lavoro che facciamo, lavorare in un ambiente sano e privo di stress ci rende più efficienti, soddisfatti e felici anche fuori dell’ ambiente lavorativo. Visto che il lavoro occupa circa la metà del nostro tempo, l’insoddisfazione e le tensioni che esso crea, possono avere effetti negativi anche nella nostra vita privata. E’ pertanto indispensabile riconoscere i segnali che rendono il lavoro “cattivo”, intaccando non solo la qualità del tempo passato in ufficio ma anche il nostro benessere e le nostre relazioni.

Ovviamente bisogna distinguere se ogni tanto non abbiamo voglia di andare al lavoro, perché vorremmo avere una giornata libera e del tempo per noi, oppure se andare al lavoro ci crea uno stato d’animo negativo, un senso di timore e di ansia costante (addirittura c’e’ chi si sogna il capo o un progetto che non riusciamo a portare a termine); nel secondo caso siamo nella probabile sfera del lavoro tossico.

Un lavoro è tossico per noi quando….

  • non riusciamo a staccare la spina e pensiamo sempre al lavoro anche quando siamo a casa (leggiamo le email, rispondiamo al cellulare di lavoro, ci portiamo il lavoro a casa per cercare di terminarlo, etc); cercate di mettere dei paletti nel weekend e nel Vostro tempo libero, dedicateVi alla Vostra famiglia, ai Vostri interessi e alla cura di Voi, parlatene con il Vostro capo ed imponeteVi dei momenti di stacco , necessario per recuperare la lucidità e l’energia per affrontare con nuova forza ed idee il Vostro progetto lavorativo.
  • la pressione di lavoro è infinita (ossia finito un progetto importante ce n’e’ subito un altro in cui dobbiamo buttarci a capofitto, un picco di lavoro infinito); parlate con il Vostro capo, cercando di calibrare il carico di lavoro alternando un periodo di alta pressione ad un periodo di lavoro meno inteso o di riposo, necessario a riprendere le energie da investire nel nuovo incarico. Sia che Voi siate manager o impiegati, la qualità del lavoro è indispensabile per creare il giusto ambiente lavorativo, dove si riduce lo stress e si aumenta la creatività. Il lavoro straordinario, deve essere straordinario non una routine;  in tal caso c’e’ un problema di programmazione del lavoro o di attribuzione di mansioni e, a maggior ragione è necessario parlarne con il Vostro capo perché lo stress da sovraccarico lavorativo è una delle cause dell’assenteismo in ufficio.
  • abbiamo un ambiente lavorativo ostile o un’eccessiva competitività; certo è normale non piacere a tutti o non andare d’accordo con tutti ma è importante costruire relazioni costruttive e collaborative con i colleghi, improntate sul rispetto reciproco e sull’ascolto, magari semplicemente capendo quali bisogni ha l’altro e cercando di avere un atteggiamento gentile nel trovare un punto di incontro.
    Se intorno a noi vediamo tutto negativo e non riesciamo a legare con nessuno, è più che probabile che il problema sia il nostro e che la tossicità che percepiamo sia un riflesso della negatività che ci porti dietro da casa. Quando non stiamo bene in una qualsiasi situazione, tendiamo a dare la colpa agli altri; ma a volte siamo noi a porci nella maniera sbagliata.
    E’ indispensabile relazionarsi in modo gradevole con i colleghi, condividere esperienze, obiettivi, sentirsi a proprio agio, creando sinergie positive che innescano un processo di crescita efficiente del lavoro e la creazione di legami di fiducia stabili e duraturi.  Provate a metterVi in discussione e fare lo sforzo di guardarVi dall’esterno: potreste scoprire che alcuni Vostri modi di fare risultano antipatici e che contribuiscono attivamente a rendere il Vostro ufficio un ambiente sgradevole ed inospitale. Evitate i “vampiri emotivi”, ossia le persone capaci di risucchiare le energie di chi sta loro intorno e di minare (a volte anche pesantemente) la loro stabilità psico-fisica; dovete mantenerVi ad una certa distanza di sicurezza, senza mancare mai di rispetto e di educazione, evitando i contrasti e frequentandoli solo se non se ne può farne a meno. Siate preparati a trattare con loro e a dare sempre il giusto peso alle loro azioni e alle loro parole: trattandosi di persone insoddisfatte e frustrate, tendono a lamentarsi e a polemizzare continuamente, a volte avvertono anche il bisogno di aggredire.
  • il nostro capo ha un atteggiamento ostile verso di noi o verso qualcuno; è indispensabile cercare un chiarimento diretto, mantenendo un atteggiamento assertivo, in quanto spesso puo’ capitare che alcuni comportamenti vengano fraintesi.  Cogliete quindi l’occasione di parlare di Voi, delle mansioni che Vi graficano di piu’ ed alle quali siete piu’ portati, di quale valore aggiunto potreste apportare in azienda, di come risolvereste le problematiche riscontrate e cmq trasformando l’incontro in qualcosa di costruttivo e di crescita, non di scontro. Alle volte potrebbe non dipendere da Voi: spesso il capo puo’ essere troppo concentrato su se stesso, poco rispettoso, sempre di cattivo umore, manipolatore o che non sa delegare, questo atteggiamento potrebbe avvelenare l’ambiente perché un buon capo è colui che è in grado di far crescere nuovi leader, di ispirare e di formare.
  • c’e’ una scarsa comunicazione; la comunicazione chiara e sana è alla base di una buona relazione, sia personale che professionale. Quando invece la comunicazione tra colleghi, reparti, livelli gerarchici è scarsa sicuramente si generano problemi di ruolo, conflitti e altri fenomeni negativi; è indispensabile che la comunicazione sia chiara e deve esserci per tutti la possibilità di dire la propria, di condividere fatti e dettagli sul proprio lavoro, iniziate Voi, vedrete che sarà contagioso.
  • non ci sono possibilità di carriera, non c’e’ la possibilità di cambio di mansioni;  in questo caso l’azienda è concentrata piu’ sul raggiungimento dei propri obiettivi che sul personale. Oggi fortunatamente si è arrivati a comprendere il valore intrinseco dei lavoratori nel posto di lavoro, piu’ sono soddisfatti e autorealizzati, piu’ la produttività aumenta, grazie anche a politiche di WELFARE che permettono al lavoratore di avere benefit diversi a seconda delle loro preferenze, in cambio di premi di produzione generici. Potrebbe essere utile fissare un incontro con il datore di lavoro e proporre soluzioni alternative per migliorare la produttività aziendale, in fin dei conti si tratta solo di trovare un compromesso che faccia stare bene e crescere anche il lavoratore, in cambio del raggiungimento degli obiettivi aziendali.
  • sono posti in atto atteggiamenti discriminatori o di violenza (verbale o fisica) nei confronti dei dipendenti, per motivi di sesso, di religione o di età, atti ad emarginarlo o a scavare nella sua autostima; è indispensabile segnalarlo al capo o al direttore delle risorse umane perché prendano provvedimenti, in caso contrario si potrebbe valutare di agire con la tutela di un legale in quanto si potrebbero configurare comportamenti passibili di denuncia.
  • è presente un assenteismo generale – capita spesso che le persone si prendano aspettativa o malattia o ferie, oppure ci sia una mancanza di puntualità o di rispetto dell’orario di lavoro,  che provoca una demotivazione generale ed  è sintomo di un lavoro tossico; sarebbe bene che anche il datore di lavoro ne prendesse coscienza, in quanto i costi della sostituzione e della formazione delle persone assenti impattano su di lui a livello economico e sull’intero ufficio in termini di ricaduta delle responsabilità, di efficienza, di gestione del tempo e dello stress lavorativo e della sensazione di non riuscire a portare a termine i compiti assegnati.

Il migliore consiglio? Appena usciti dall’ufficio imponeteVi di staccare completamente la spina e dedicarVi  alle persone che amate o ai Vostri interessi. E’ indispensabile, se volete uscirne “vivi”, mettere dei paletti ed evitare che la negatività si trasmetta anche fuori, in ambito personale.

In conclusione, prima di lasciare un qualsiasi impiego, anche se lavoro tossico, è sempre consigliabile  cercare delle soluzioni intermedie ed alternative attraverso l’uso dell’ascolto, del dialogo e del buonsenso. Ma, se dopo vari tentativi, questo non risultasse efficace, allora forse conviene darsi da fare per cercare un lavoro più sereno e tranquillo. Anche se sembra difficile, ci sono sempre nuove opportunità là fuori.

A presto.

Valentina

AsperAstra Coaching


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