Rabbia: istruzioni per l’uso

Buongiorno a tutti,

oggi parliamo di un’emozione intensa che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita: la RABBIA non patologica

Cosa fare: reprimerla o farla esplodere? Nessuna delle due. E’ una reazione di difesa e risponde contrattaccando con aggressività, perché abbiamo paura, siamo tristi o  perché subiamo un’ingiustizia oppure perché si sentiamo minacciati fisicamente o nella nostra autostima.

La rabbia si teme e fa paura…. Perché la giudichiamo un’emozione sbagliata e di serie B…. La rabbia è bene sapere che è legata alla frustrazione e la frustrazione è legata al dolore, quindi la rabbia copre e maschera un dolore. E cosa c’e’ di sbagliato in un dolore? Niente.

Innanzitutto bisogna ascoltare ed accogliere la nostra rabbia, dobbiamo infatti capire :

  • da cosa è generata, da un contesto, da una persona, da una situazione
  • quando nasce
  • perché siamo arrabbiati, il motivo che l’alimenta
  • quale è il BISOGNO che sta dietro alla rabbia, quale bisogno insoddisfatto ci segnala

Dopo aver capito cosa la scatena bisogna disinnescarla spostando l’attenzione da ciò’ che la provoca a ciò’ che senti come BISOGNO o il bisogno dell’interlocutore.

Cosa fare allora?

Ecco qualche piccolo espediente:

  1. allontarsi, se possibile, dalla persona o dalla situazione, prendere tempo e contare fino a 10; appena vi sarete calmati provate a spiegare con tranquillità le ragioni della vostra rabbia (mantenendo un comportamento assertivo, ossia esprimendo i propri bisogni, desideri, sentimenti ed opinioni senza calpestare quelli degli altri e senza provare imbarazzo o sensi di colpa), cercando di analizzare se avete fatto degli errori interpretativi ed adottando un linguaggio con non colpevolizzi l’interlocutore ma spiegando che il suo comportamento ti ha ferito, cercando di aver un atteggiamento costruttivo aperto a trovare delle soluzioni alternative (se volete potete cercare di sdrammatizzare con del sano umorismo o dell’autoironia, non con la presa in giro)
  2. capire se ne vale la pena di arrabbiarsi, puoi scegliere di lasciare correre, arrabbiarsi è una scelta
  3. fare esercizio fisico con regolarità, almeno 30 minuti 3 volte la settimana, aiuta a distrarsi e a scaricare, oppure fare un’attività gratificante per noi
  4. meditare (la Mindfulness funziona in modo incredibile)
  5. assumersi le proprie responsabilità (meno responsabile ci sentiamo e  meno abbiamo il controllo sulla situazione), cercando di iniziare la frase con “io” e non “tu”
  6. scrivere la propria rabbia 5 minuti al giorno
  7. dormire bene
  8. non bere e, se possibile, non fumare

Ma soprattutto cerchiamo di guardare le cose con il dovuto distacco.

A presto.

AsperAstra Coaching

Valentina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.